A che ora praticare yoga?
- Terra Yoga
- 3 ago 2025
- Tempo di lettura: 3 min
“Qual è il momento migliore per fare yoga?” — se sei arrivato fin qui, è probabile che questa domanda ti abbia attraversato la mente più di una volta. Alcuni ti diranno che devi praticare all’alba, altri che la sera è il momento più magico, mentre qualcun altro insisterà sulla necessità di farlo per ore ogni giorno.
La realtà? Non c’è una regola assoluta. Esiste solo una chiave: l’ascolto di sé.

Sfatiamo i miti: lo yoga non è un obbligo, ma un'opportunità
Uno degli ostacoli principali che allontana le persone dalla pratica dello yoga è il pensiero che servano ore e ore ogni giorno per “farlo bene”. Ma questo è il primo grande mito da sfatare.
Lo yoga, per sua natura, è una disciplina gentile, accogliente, che ti invita a partire da dove sei - fisicamente, emotivamente, energeticamente.
Bastano 5–10 minuti di Saluti al Sole al mattino per attivare il corpo e regalarsi un risveglio più consapevole.
2 o 3 sessioni a settimana da 45–60 minuti permettono di esplorare pratiche più complete, con asana, pranayama e meditazione.
L'equilibrio tra sessioni brevi e lunghe favorisce la sostenibilità della pratica nel tempo.
Mattina o sera? È il tuo ritmo che decide
Altro mito da smontare è quello sull’orario: “Bisogna praticare yoga al mattino”. Ma se non sei una persona mattiniera, può diventare un ostacolo piuttosto che una risorsa. Il bello dello yoga è che si adatta a te — non il contrario.
Yoga al mattino
Attiva il metabolismo e la circolazione.
Aiuta a fissare intenzioni chiare per la giornata.
Ottimo per pose energizzanti, come piegamenti all’indietro e torsioni.
Yoga serale
Scarica le tensioni accumulate.
Rilassa mente e corpo dopo la frenesia quotidiana.
Ideale per sequenze lente, stretching profondo e meditazioni calmanti.
Attenzione: praticare troppo tardi con sequenze energiche può disturbare il sonno. In quel caso, meglio optare per esercizi di respirazione o meditazione.
Ayurveda: la saggezza millenaria che guida la tua pratica
La prospettiva ayurvedica aggiunge una dimensione preziosa alla scelta dell’orario. Secondo l’Ayurveda, ogni parte della giornata è dominata da uno dei tre dosha: Kapha, Pitta e Vata, ognuno con qualità specifiche:

La fase Kapha del mattino è considerata ideale per praticare yoga energico, mentre quella serale è perfetta per rilassarsi. Inoltre, conoscere il proprio dosha personale — Vata, Pitta o Kapha — può affinare ulteriormente la scelta del momento e del tipo di pratica.

Quando l’unico momento possibile è la sera
Nel contesto della nostra quotidianità occidentale, è normale che molte persone riescano a dedicarsi allo yoga solo in serata. Dopo una giornata intensa, il corpo e la mente possono essere carichi di tensione, energia repressa o emozioni forti.
Questo può generare il desiderio di una pratica dinamica, liberatoria e attiva.
Per alcuni, questa modalità serale funziona come una valvola di sfogo. Per altri, però, potrebbe attivare troppo il sistema nervoso, aumentando la produzione di adrenalina e disturbando il ciclo sonno-veglia. Proprio per questo è importante modulare la pratica serale con attenzione. Inserire uno spazio dedicato allo yin yoga, con movimenti lenti e dolci, può fare davvero la differenza.
Nei corsi che propongo presso Terra Studio, le lezioni serali si articolano in due fasi: una prima parte (circa 40 minuti) con respirazione attiva e sequenze dinamiche, seguita da una fase più meditativa e distensiva.
Questo approccio favorisce un rilascio graduale e profondo delle tensioni, permettendo anche ai partecipanti più carichi di entrare in uno stato di quiete, rilassamento e silenzio interiore.




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